Gelegling Comunità Dzogchen Bologna

December 22, 2018

La continuazione dell’Insegnamento Dzogchen

Filed under: Uncategorized — admin @ 11:09

Agli inizi di dicembre 2018, l’8 dicembre, centinaia di persone del Sangha internazionale della Comunità Dzogchen si sono riunite al Gar Globale di Tenerife per onorare e ricordare Chögyal Namkhai Norbu
nel giorno del suo compleanno. Dopo i due giorni del ritiro del Sangha, Adriano Clemente, traduttore ufficiale di Rinpoche, ha dato alcune spiegazioni del testo del Maestro, ‘Dorje Sempa Namkhai Che’.
L’ultimo giorno delle sue spiegazioni Adriano ha dato al Sangha un importante messaggio.

 

Il testo dice che la nostra vita passa molto velocemente.
In questo periodo dovremmo sempre avere un messaggero o qualcuno che ci ricordi continuamente la presenza e la consapevolezza del tempo.
Spero che le persone ne riconoscano l’importanza.

Spero anche che a coloro che hanno un reale interesse in questo testo [Dorje Sempa Namkhai Che] possa sorgere la vera conoscenza dell’Ati Dzogpa Chenpo al di là di tutte le limitazioni e le visioni settarie.
Il testo è uno delle centinaia di doni che Rinpoche ha lasciato a chi è rimasto su questa terra. Come ho detto ognuno di noi deve cercare e continuare a fare del proprio meglio nelle responsabilità e obiettivi
che abbiamo nel continuare l’insegnamento Dzogchen. Non dobbiamo pensare che ora che Rinpoche ci ha lasciato l’ insegnamento Dzogchen, la sua trasmissione, le sue attività per la Comunità Dzogchen
scompariranno gradualmente e quando alla fine la nostra generazione morirà in, futuro non ci sarà più nulla. Rinpoche ha dato tutto – la sua vita, il suo corpo – per l’insegnamento.
Spesso non stava bene per niente eppure ha continuato ad organizzarsi per andare qui e lì, viaggiando e insegnando a centinaia di persone costantemente.
Non si preoccupava di se stesso, della sua salute. Gli importava solo trasmettere la sua conoscenza per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Penso che ora, più di prima, dobbiamo continuare ad essere molto attivi nella Comunità Dzogchen perché abbiamo la trasmissione,
abbiamo l’insegnamento, abbiamo molti istruttori, tutte le pratiche, la Danza del Vajra,
lo Yantra Yoga, le Danze Khaita, ci sono così tante cose che dobbiamo portare avanti.

Alcuni di voi hanno fatto il training del Santi Maha Sangha e hanno familiarità con i samaya. I samaya della Base del Santi Maha Sangha sono i samaya di tutti i praticanti,
non sono solo per chi ha fatto il training del Santi Maha Sangha.

Il primo samaya è: sei un membro della Comunità Dzogchen? Se non lo sei, per favore fallo. Questo è molto importante. Abbiamo bisogno di questa collaborazione da parte di tutti i praticanti.
È parte del nostro samaya. Non possiamo pensare che dopo più di 40 anni, tutto quello che Rinpoche ha raggiunto diventi solo storia, simile a un museo.
Questa [collaborazione] si sta già manifestando in questi giorni e sono molto felice di vedere tante persone qui, come se ci fosse Rinpoche.
Non c’è differenza. Anche le nostre pratiche stanno andando bene, facciamo molti Thun a cui le persone partecipano numerose. Questo è eccellente, dobbiamo continuare così.
Siamo molto forti e, se c’è armonia tra di noi, in futuro tutto andrà bene. E se anche abbiamo degli ostacoli, o altro, possiamo superarli. Dobbiamo avere pazienza, anche con noi stessi.

Ricordate quello che Patrul Rinpoche ha detto. Dovete praticare il dharma ma se non siete capaci di praticare molto non dovete arrabbiarvi con voi stessi.
Rinpoche ha sempre detto di ricordare le parole del Buddha: la vita è irreale. Significa non dare troppa importanza alle circostanze, alle situazioni temporanee, soprattutto ora che Rinpoche è morto,
c’è già molta confusione e agitazione: Ora  c’è questo problema, come lo risolviamo? È sorto quest’altro problema, cosa dobbiamo fare ora? Perché non c’è nulla di scritto a riguardo?
Come procediamo? Ci sono molte cose che si stanno manifestando in questo modo. Ma non credo che ci dobbiamo preoccupare di queste cose ora, tutto si risolverà da solo.
Se siamo nella trasmissione, se manteniamo puro il samaya, se rispettiamo tutti i praticanti, allora non sorgerà alcun problema. Rinpoche diceva sempre:
“Non date troppa importanza alle cose”. Anche le cose più importanti possiamo pensare che in ogni caso sono relative, che non sono la cosa principale.

Forse la cosa più importante per noi praticanti a livello individuale è preparci a morire. Questo è molto importante.
Non possiamo sfuggire alla morte. Non possiamo risolverla in qualche altro modo a meno che non facciamo il corpo di arcobaleno.

Ricordo Bruno Celli, un praticante della nostra Comunità Dzogchen, una persona un po’ selvatica, anche mentalmente, perché aveva dei problemi e non era affatto stabile.
Era molto devoto al maestro e all’insegnamento ma non riusciva a restargli vicino perché immediatamente gli veniva un forte mal di testa e sintomi molto strani.
Ne ha sofferto per 30 anni e sebbene volesse stare vicino al Maestro questo gli causava vari malesseri.

Negli ultimi tre, quattro anni della sua vita si è ammalato di cancro e viveva come un barbone.
Sono andato a trovarlo a Grosseto dove viveva in una piccola roulotte, in condizioni difficili, abbandonato a se stesso, malato di cancro.
Gli ultimi sei mesi li ha passati dalla sorella che si è occupata di lui. L’ultimo mese mi ha chiesto di scrivere a Rinpoche per dirgli che stava pensando di prendere dei farmaci per morire, per finire la sua vita.
Ma poi ha avuto dei dubbi, ha pensato che equivalesse a suicidarsi, la qual cosa gli avrebbe causato del karma negativo e chissà cosa sarebbe successo nella prossima vita.
Quando me lo ha chiesto gli ho detto che sarebbe stato meglio chiederlo direttamente a Rinpoche. Rinpoche ha risposto, tramite me, in modo molto semplice.
È stato veramente un grande insegnamento perché Rinpoche non ha detto di fare in un modo o in un altro. Ha detto: “Siamo praticanti Atiyoga. Non importa se viviamo o moriamo”.
Questo è successo alcuni mesi prima che Rinpoche ci ha lasciati. Ovviamente significa che, anche questo è relativo.

Siamo arrivati alla fine. Mi scuso di non poter finire quello che volevo fare e anche di dover partire questo pomeriggio. Ringrazio il Gakyil per avermi invitato.
Non rientro molto nel genere di insegnante. Non vado in giro a insegnare o a dare spiegazioni, prima di tutto perché il mio impegno principale è quello di essere il traduttore di Rinpoche
e poi anche perché non ho nessuna qualità speciale. Tutti noi, istruttori del Santi Maha Sangha, siamo più o meno uguali, alcuni sono bravi in un aspetto, altri in un altro.
Studio il Dorje Sempa Namkha Che da 20 anni, da quando ho cominciato ad interessarmi a questo testo. Ho letto molti commentari e anche lavorato con Rinpoche per molto tempo.
Poi ho pensato che fosse una buona idea aiutare a capire un po’ questo testo perché è difficile per le persone leggerlo e commentarlo tra loro.
Quando ho incontrato Rinpoche a giugno, l’ultima volta che sono riuscito a parlargli per un’ora, gli ho chiesto cosa ne pensasse e mi ha dato il permesso di farlo.
Quindi vediamo in futuro come procedere. Spero di continuare la spiegazione di questo testo, ma non è una cosa che si fa in poco tempo.
Persino queste prime tre quartine richiedono molto per essere comprese.

Dzamling Gar, martedì 11 dicembre 2018

Traduzione italiana rivista da Enrica Rispoli
http://it.melong.com/la-continuazione-dellinsegnamento-dzogchen/

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